domenica 10 marzo 2013

NOI DUE + UNO





Arriva un giorno, nella vita di quasi tutte le coppie, in cui subdolamente, inaspettatamente, silenziosamente inizia ad insinuarsi nella mente (in genere della donna ma non è detto) l’idea di un bambino. E tu sei li, del tutto impreparato a gestire questo grande pensiero, il giorno prima l’idea magari non ti sfiorava nemmeno e poi…all’improvviso lo vuoi più di ogni altra cosa.
Alcuni uomini incassano bene, altri lo desiderano quanto voi, altri ancora se la fanno proprio sotto!...e poi c’è quella ristretta cerchia di eletti, fortunati, che non ci pensa affatto, non ci ragionano proprio e non si lambiccano a soppesare pro e contro ma ricevono dal cielo un dono inaspettato! Beati loro! Deve essere una sorpresa bellissima! (se qualcuno di voi l’ha vissuta lasci un commento e ne parli… (non giudicatemi pazza, invidio chi concepisce a sorpresa o con facilità perché so bene cosa significa desiderare tanto un bimbo che non arriva…ma questa è un’altra storia.)
Comunque, dal momento in cui l’idea di un bimbo si insinua nella nostra mente, siamo già un pochino genitori…quando poi vedi le due meravigliose lineette rosse sul test di gravidanza positivo (io li conservo ancora) un’euforia quasi folle si impossessa di te e ti fa ridere e piangere insieme, tutto cambia. Si pensa sempre al piccolo per primo, ci si impone serenità e riposo, si fa una vita più sana e ci si dedica ai grandi preparativi  nell’attesa che il pancione cresca.
In questo periodo ogni donna è fragile e facile alla pazzia più sfrenata, ha mille dubbi e ansie ed inizia già a darsi pena per la creatura che dipende da lei in tutto, è nervosa e irritabile e dopo un momento è felice e spensierata…di solito la si sente ad ogni ora discutere dolcemente col suo pancione. Io ricordo di aver sempre parlato un sacco con i miei pancioni, gli cantavo sempre la ninna nanna e il papone la sera gli raccontava le favole. Chiudevo gli occhi e accarezzavo la pancia e immaginavo di convogliare lì tutto il mio amore e i miei pensieri positivi, come se il bimbo dentro di me potesse in qualche modo percepire questo flusso di affetto! Ero talmente abituata a parlare alle mie pance che il giorno della nascita del Piccolo, mentre ero in ospedale e mi dedicavo al lavaggio mattutino di denti ecc…, tutto ad un tratto mi sono resa conto che stavo parlando alla pancia anche se dentro di me il bimbo non c’era più…mi son detta :”oh, sveglia!! Il Piccolo è al nido con chi parli??”. In realtà è stato un po’ triste realizzare che la mia pancia era ormai vuota (specie perchè per un buon 70% era ancora fisicamente li…).
Se non fosse che questa vita costa, che il tempo non basta mai, che si è sempre di corsa, se non fosse che al giorno d’oggi non puoi fare solo la moglie e la mamma perché devi lavorare per dar da mangiare ai tuoi bambini, se non fosse che  questa società non aiuta per niente le famiglie…dovremmo fare molti più bambini perché danno una gioia che non si descrive e non si misura, bisogna provare per capire, e ad ogni figlio che ti nasce l’amore della famiglia non si divide col nuovo venuto ma si moltiplica e aumenta sempre di più.
Amen.
Mamma Alice

Nessun commento:

Posta un commento