mercoledì 20 marzo 2013

QUANDO IL TEST E' POSITIVO...



Quando finalmente il vostro test di gravidanza sarà positivo, vi si aprirà davanti un mondo tutto nuovo. Nuove preoccupazioni, nuovi dubbi e incertezze. E’ il primo assaggio della vita da mamma: ora è un doloretto inaspettato o una piccola perdita ad allarmarvi, poi sarà una febbre alta o una caduta, ma la sensazione è la medesima. Che il vostro bimbo sia lungo un centimetro o un metro fa poca differenza, ormai siete mamme!
    La prima cosa da fare, se non avete già iniziato per tempo, è assumere acido folico, che fa molto bene al bambino e aiuta a prevenire malformazioni come la spina bifida. Successivamente fissate una visita con il vostro ginecologo o con l’ostetrica di fiducia. Tenete conto che l’età della gravidanza non si misura dalla data presunta del concepimento, ma dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale.  Di conseguenza, quando vi accorgerete di essere incinta, sarete già almeno nella 4^ o 5^ settimana.
Io vi consiglio di fissare la visita  (ma ve lo dirà anche il medico) almeno tra la 7^ e l’8^ settimana perché, anche se sembra impossibile, al vostro minuscolo fagiolino batte già il cuore e, se siete fortunati, riuscirete già a sentirlo (o almeno a vederlo nel tracciato ecografico)…preparatevi, perché sarà un’emozione che non dimenticherete più e che facilmente vi strapperà una lacrimuccia!
    Fatevi accompagnare dal vostro compagno a questa visita, la sua presenza è importantissima, se tutto procede bene sarà un’emozione indimenticabile anche per lui e se invece la gravidanza non è partita nel modo migliore, vi sosterrà e vi conforterà come nessun altro saprebbe fare…non voglio portare sfortuna ma può anche accadere e farvi il tragitto di ritorno a casa guidando nel traffico con gli occhi pieni di lacrime potrebbe essere, oltre che molto triste, anche parecchio pericoloso.
    Un bravo medico già da questa prima visita vi saprà dire se la gravidanza è partita bene o meno. Tenete conto che perdere un bambino purtroppo è una cosa abbastanza frequente; si tratta di un’esperienza terribile e angosciante, che avendo provato di persona, non auguro davvero a nessuno. Se la natura dovesse riservare questa esperienza proprio a voi, cercate di non abbattervi, di essere forti e coraggiosi e di attenervi alla regola che quello che non ti uccide, ti rende più forte. Non mi sento di scrivere parole di conforto che so benissimo essere perfettamente inutili, vi dico solo: siate forti e combattete! Arriverà anche il vostro momento!

    A questo punto tornerete a casa dalla vostra prima visita della gravidanza con una foto del vostro fagiolo che nuota nella nebbia del vostro utero (o almeno così apparirà nell’ecografia), con una sfilza infinita di esami del sangue e urine, con indicazioni sullo stile di vita e sull’alimentazione, vitamine da prendere e…parecchi dubbi!
    

 

   Ci vorrà ancora qualche tempo prima che possiate realizzare che siete DAVVERO incinta, in fondo la pancia non si vede ancora, probabilmente non avete ancora le nausee (vi auguro che non vengano mai, ma in genere arrivano dopo le 8 settimane, fino alle 15 circa…ma non ci sono regole precise, purtroppo c’è anche chi ne soffre per tutti e nove i mesi…), il seno non avrà ancora iniziato a tirare e a gonfiarsi e il bimbo è troppo piccolo perché possiate sentire i suoi movimenti…ma vedrete che tutti questi segni arriveranno presto, perciò non abbiate fretta e godetevi la vostra gravidanza giorno per giorno!

Mamma Alice

domenica 17 marzo 2013

QUANDO LA CICOGNA TARDA AD ARRIVARE...DIAMOLE UNA MANO!!



Qualche giorno fa vi avevo parlato dei problemi di infertilità e delle possibili cause. Oggi voglio parlarvi invece dei possibili rimedi. Tenete conto che io non sono un medico, quindi la mia terminologia non sarà perfetta e probabilmente non affronterò proprio tutti tutti i rimedi, ma vorrei darvi almeno una carrellata generale delle vostre possibilità.

STIMOLAZIONE OVARICA E POTENZIAMENTO DELLO SPERMA
Se i vostri problemi non sono molto gravi il ginecologo e l’andrologo possono pensare di risolverli con delle cure (per bocca o iniezioni), che vanno a stimolare l’ovulazione nella donna e la produzione di sperma “efficace” nell’uomo (maggior concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale e maggior mobilità). Con queste terapie si vanno ad aumentare le vostre naturali possibilità di concepimento. Ad esempio Mamma Alice ha un problemino di ovaio policistico che le impedisce l’ovulazione e si manifesta con dei livelli ormonali più magri di quelli delle care signore in menopausa. Per questo problema è stata sufficiente una cura di un farmaco che si chiama Clomifene che, assunto in precisi giorni del ciclo mensile, dà il contributo in ormoni sufficiente a produrre un bell’ovetto pronto per essere fecondato (in realtà ci vuole qualche mese per beccare il dosaggio ormonale giusto ma i tempi sono abbastanza contenuti).

IUI : INSEMINAZIONE INTRAUTERINA
Viene indotta una ovulazione con dei farmaci e gli spermatozoi del partner vengono introdotti direttamente in utero grazie ad un catetere. Si tratta di un procedimento ambulatoriale per nulla invasivo.

FIVET : FECONDAZIONE IN VITRO
Con questa tecnica la cellula uovo viene fecondata in vitro e poi l’embrione viene impiantato in utero. In pratica con dei farmaci si induce l’ovulazione, si fanno delle ecografie frequenti per controllare i follicoli e si esegue un piccolo intervento. Viene introdotta una sonda ecografica munita di un ago, con il quale si “aspirano” i follicoli. In laboratorio si recuperano gli ovociti e vi si aggiunge il seme preparato e selezionato. Uno o più embrioni che si formano vengono inseriti sul fondo dell’utero. Questa procedura è un po’ più invasiva e fastidiosa, specie nella fase di asportazione dei follicoli.

ICSI
Si effettua quando falliscono diversi tentativi di fivet o quando il seme è gravemente compromesso. Consiste nel prelevare gli ovociti e il seme come per la fivet, ma poi si inserisce lo spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita, questo per ovviare al problema di quegli spermatozoi che non hanno la forza di penetrare la membrana dell’ovocita, dandogli comunque la possibilità di fecondare. Se il liquido seminale non presenta spermatozoi, si può provare a prelevarli direttamente dalle vie seminali o dal tessuto testicolare.

Queste tecniche sono solo le più diffuse e se il vostro medico non le esegue direttamente, di certo saprà consigliarvi dei centri specializzati (cliniche della fertilità) dove vengono praticate con frequenza e sono quindi più che collaudate e sicure.
Il mio consiglio è quindi quello di non aspettare secoli, se avete dei problemi di fertilità fatevi aiutare perché le soluzioni esistono!! Ci vuole solo tanta, tanta pazienza e molta forza d’animo! Non arrendetevi, sono davvero rari i casi in cui si è irrimediabilmente sterili. E in quel caso prossimamente vi parlerò anche di adozione, affido e case famiglia.
A presto
Mamma Alice  

giovedì 14 marzo 2013

UN PAPA "NATO IERI"



Ieri, 13 marzo 2013, il Conclave dei Cardinali eleggeva il nuovo Papa (che quindi è nato ieri). E voi direte: “e che cavolo c’entra con il tuo blog?”. C’entra perché è un avvenimento che ha segnato le vite di molti, tutti se ne interessano e tutti ne parlano, atei e credenti cristiani e di ogni religione… se devo essere onesta e sincera mi sono espressa molte volte sul mio punto di vista poco convenzionale riguardo la figura del Papa. Io sono cristiana, un po’ meno praticante di quello che vorrei in questo ultimo periodo, ma confesso di non aver mai riposto una gran fede nella figura del Papa. E soprattutto nelle alte schiere della Chiesa, del loro lusso, dell’opulenza, dei tesori custoditi  nei palazzi e nelle residenze dei vescovi, degli arcivescovi e dei cardinali, che con i loro abiti sfarzosi e i gioielli di non so nemmeno che “esimo” secolo, se ne stanno impassibili a guardare la povera gente morire di fame e stenti.
Nel contesto di sfiducia e diffidenza verso questo clero a mio parere così lontano dall’esempio di Cristo, si va ad aggiungere l’orrore che ha suscitato nel mio cuore lo scandalo dei preti pedofili, una piaga della Chiesa occultata dagli stessi ecclesiastici dietro un muro di indifferenza e silenzio.
Chi mi conosce sa che i miei pensieri in proposito sono forse un po’ estremi ma non riesco a togliermi dalla testa l’idea che se Cristo dovesse scendere nuovamente sulla terra, la sua prima opera sarebbe quella di “distruggere il tempio”, così come già fece in passato per falciare dal prato della sua Chiesa l’erba cattiva.
Detto questo devo ammettere che se proprio avessi dovuto scegliere io un vescovo per Roma, avrei scelto il Cardinale Cappucino, padre Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston. Il primo ed unico frate ad aver meritato la nomina di Cardinale, che rifiuta le vesti sontuose color porpora per vestire il semplice saio di frate, con tanto di sandali e piedi scalzi e che ha affermato che in caso di nomina avrebbe vestito il suo saio anche sotto la tonaca papale. A quanto pare nella città di Boston ha operato una ferma “pulizia” da corruzione, vizio e violenza verso i bambini all’interno della Chiea. Ma non è Mamma Alice a decidere, il conclave ha fatto la sua scelta, che è caduta su Jorge Bergoglio, argentino di origine italiana.
Il cardinale Bergoglio, a mio parere un po’ vecchiotto con i suoi 76 anni, ha un “curriculum” davvero esemplare: uomo di grande cultura, con diverse lauree e molti anni di insegnamento alle spalle, umile e modesto ( a Buenos Aires si sposta con i mezzi pubblici e vive in un appartamento sobrio e semplice), pare sia molto legato agli umili e contrario al lusso e allo sfarzo della Chiesa (Alleluia!), un aneddoto signficativo, che probabilmente avrete già sentito, è quello legato al suo insediamento cardinalizio, nel 2001, quando una cerchia ristretta di suoi fedeli voleva venire in Italia per assistere alla cerimonia. Lui si oppose e pregò i suoi fedeli  di restare a casa e di donare il denaro del viaggio ai poveri. Pare che per partecipare a questo stesso conclave che lo ha eletto Papa, abbia viaggiato su un volo di linea in classe economica.
Anche la scelta del nome, Francesco, fa pensare ad un uomo che si vuole avvicinare ai poveri e agli umili, senza contare la modestia nella sua prima apparizione, che se avete notato ha fatto con un semplice abito bianco senza mantellina, stola e croce d’oro e brillanti…E’ vero, è stata una scelta inaspettata perché in realtà Bergoglio era il principale “avversario” di Ratzinger nello scorso conclave…ma forse quest’uomo venuto dalla “fine del mondo” che ci chiede con grande semplicità e modestia di pregare per lui è davvero ciò che ci serviva...


Adesso resta da vedere se Papa Francesco sarà all’altezza delle attese e se saprà prendere le redini di questa povera Chiesa che sta andando un po’ alla deriva. Ci serve un uomo forte e deciso, che cambi radicalmente le cose. E allora, caro Papa Francesco, che ti inginocchi a baciare i piedi di un bimbo malato, noi pregheremo per te come ci hai chiesto, ma tu cerca di non deluderci!

Mamma Alice

mercoledì 13 marzo 2013

QUANDO LA CICOGNA TARDA AD ARRIVARE...




Uno dei grossi problemi di noi donne è che magari per anni non ci riteniamo pronte per avere un figlio, ma quando poi ogni tassello va al suo posto e finalmente ci sentiamo davvero pronte e decidiamo che vogliamo un bambino..beh non è che lo vogliamo tra un anno o due, lo vogliamo SUBITO! E bisogna anche dire, ad onor del vero, che molte donne riescono ad avere il loro bambino in tempi ragionevoli.
Purtroppo però i fatti ci dicono (statistiche alla mano), che non è così per tutti e che spesso ci vuole moooolta più pazienza. Dai dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) risulta che sono tra il 15 e il 20 % le coppie che hanno problemi di fertilità, e per problemi di fertilità si intende il mancato concepimento  dopo un anno di rapporti non protetti (sono comprese anche le gravidanze che si interrompono precocemente). Rientrate anche voi in questo 20%? Benvenute nel club.
A quanto pare  questo fenomeno è in rapida crescita (per me è anche più massiccio di quanto le statistiche non rilevino…)e ci viene da domandarci perché… le cause primarie sono da attribuire al nostro stile di vita, allo stress, all’inquinamento ambientale che compromette l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo e l’acqua che beviamo. Altri fattori che agiscono sulla fertilità sono il fumo, le cattive abitudini alimentari (se una donna è obesa le sue possibilità di concepimento vengono ulteriormente compromesse e anche il tasso di aborti spontanei e gravidanze a rischio è molto più alto), in più sono subentrati dei condizionamenti sociali per cui anche le donne fanno carriera, arrivano ad alti livelli di istruzione e di conseguenza l’età per la formazione di una famiglia si è alzata e si sa che l’età avanzata non aiuta.
Un altro dato che balza all’occhio è relativo alla scoperta che, contrariamente a quanto si pensava una volta, nel 40-50% dei casi la mancata fertilità di una coppia viene dall’uomo. In realtà nella maggior parte dei casi di infertilità maschile i problemi sono legati a patologie urogenitali, la maggior parte delle quali sono prevenibili o curabili con una terapia da un bravo andrologo (che andrebbe consultato prima di cercare una gravidanza). E qui voglio spezzare una lancia in favore delle donne che si sottopongono a visite su visite poco simpatiche e piacevoli per evitare i danni dell’infertilità, mentre spesso gli uomini si rifiutano di sottoporsi perfino ad una banale visita dall’andrologo. Non sarete considerati meno uomini se avete dei problemi nel concepimento e il vostro ego di grande maschio virile e dominante sarà certo più tormentato dal dubbio di essere poco fertili che da una semplice cura x aumentare mobilità o conta degli spermatozoi…in fondo è solo una visita e non morirete se un medico vi visita il pene.
Si consideri inoltre che molti fattori della vita quotidiana vanno a compromettere una regolare produzione di spermatozoi, ad esempio una febbre alta o un’anestesia totale possono compromettere la fertilità di un uomo per un periodo molto lungo (fino a sei mesi), inoltre molti farmaci o terapie per curare altri mali possono peggiorare le cose, aggravanti sono le infezioni urinarie, il varicocele (ma non necessariamente, ad esempio il Papone, che è stato operato di varicocele da ragazzo, non ha avuto problemi, nel nostro caso la difficoltà veniva dalle mie carenze ormonali), l’assunzione di alcolici, molto caffè e le droghe.
Tenete anche conto che ben 1/3 degli uomini infertili riesce a concepire grazie a semplici terapie volte a migliorare la qualità dello sperma…perciò uomini, coraggio!, vedrete che le vostre donne vi ameranno ancora di più anche solo per aver considerato l’idea che la responsabilità di un non concepimento potrebbe essere anche un po’ vostra…nessuno vi giudicherà e gli amici della palestra lasciateli parlare finchè vogliono!
La prima cosa che vi consiglio di fare, quindi, se un bimbo tarda ad arrivare è quella di non perdervi d’animo e di non scoraggiarvi, perdere le speranze non serve! Rivolgetevi ad un ginecologo e ad un andrologo e sottoponetevi a tutti gli esami del caso e iniziate le eventuali cure con rinnovate speranze!
Un consiglio infine da parte di chi è passata da queste esperienze e ha sofferto per molto tempo. Le parole di conforto di chi non ha provato e non sa, tipo “sei giovane c’è tempo”, “stai tranquilla, non devi pensarci”, “hai perso un bimbo ma vedrai che ne arriveranno degli altri”, ecc… sono tutte cretinate. Considerate che chi vi da questi consigli vi vuole bene e crede di aiutarvi, quindi cercate di non mandarle a quel paese, sforzatevi di sorridere e in un angolino buio e silenzioso della vostra testa fate tuonare un bel “ma vaffa!”, la cosa vi farà sentire un sacco meglio.
Non tutte le donne hanno la fortuna di avere un figlio gratis, e per gratis intendo senza fatiche e senza lotte, forse chi deve fare sacrifici apprezzerà ancor di più il dono che Dio alla fine manderà e vivrà in modo più riflessivo l’esperienza della gravidanza. Non dico che amerà i suoi figli più delle altre donne, ma sicuramente arriverà al concepimento con mesi e mesi di utili riflessioni e considerazioni su quanti sacrifici si è disposti a fare per amore di un esserino che ancora nemmeno c’è. Tenete duro donne e uomini, non arrendetevi, tenetevi stretti e cercate il conforto l’uno dell’altra, alla fine sarete ricompensati, lottate e non mollate!

Mamma Alice

domenica 10 marzo 2013

NOI DUE + UNO





Arriva un giorno, nella vita di quasi tutte le coppie, in cui subdolamente, inaspettatamente, silenziosamente inizia ad insinuarsi nella mente (in genere della donna ma non è detto) l’idea di un bambino. E tu sei li, del tutto impreparato a gestire questo grande pensiero, il giorno prima l’idea magari non ti sfiorava nemmeno e poi…all’improvviso lo vuoi più di ogni altra cosa.
Alcuni uomini incassano bene, altri lo desiderano quanto voi, altri ancora se la fanno proprio sotto!...e poi c’è quella ristretta cerchia di eletti, fortunati, che non ci pensa affatto, non ci ragionano proprio e non si lambiccano a soppesare pro e contro ma ricevono dal cielo un dono inaspettato! Beati loro! Deve essere una sorpresa bellissima! (se qualcuno di voi l’ha vissuta lasci un commento e ne parli… (non giudicatemi pazza, invidio chi concepisce a sorpresa o con facilità perché so bene cosa significa desiderare tanto un bimbo che non arriva…ma questa è un’altra storia.)
Comunque, dal momento in cui l’idea di un bimbo si insinua nella nostra mente, siamo già un pochino genitori…quando poi vedi le due meravigliose lineette rosse sul test di gravidanza positivo (io li conservo ancora) un’euforia quasi folle si impossessa di te e ti fa ridere e piangere insieme, tutto cambia. Si pensa sempre al piccolo per primo, ci si impone serenità e riposo, si fa una vita più sana e ci si dedica ai grandi preparativi  nell’attesa che il pancione cresca.
In questo periodo ogni donna è fragile e facile alla pazzia più sfrenata, ha mille dubbi e ansie ed inizia già a darsi pena per la creatura che dipende da lei in tutto, è nervosa e irritabile e dopo un momento è felice e spensierata…di solito la si sente ad ogni ora discutere dolcemente col suo pancione. Io ricordo di aver sempre parlato un sacco con i miei pancioni, gli cantavo sempre la ninna nanna e il papone la sera gli raccontava le favole. Chiudevo gli occhi e accarezzavo la pancia e immaginavo di convogliare lì tutto il mio amore e i miei pensieri positivi, come se il bimbo dentro di me potesse in qualche modo percepire questo flusso di affetto! Ero talmente abituata a parlare alle mie pance che il giorno della nascita del Piccolo, mentre ero in ospedale e mi dedicavo al lavaggio mattutino di denti ecc…, tutto ad un tratto mi sono resa conto che stavo parlando alla pancia anche se dentro di me il bimbo non c’era più…mi son detta :”oh, sveglia!! Il Piccolo è al nido con chi parli??”. In realtà è stato un po’ triste realizzare che la mia pancia era ormai vuota (specie perchè per un buon 70% era ancora fisicamente li…).
Se non fosse che questa vita costa, che il tempo non basta mai, che si è sempre di corsa, se non fosse che al giorno d’oggi non puoi fare solo la moglie e la mamma perché devi lavorare per dar da mangiare ai tuoi bambini, se non fosse che  questa società non aiuta per niente le famiglie…dovremmo fare molti più bambini perché danno una gioia che non si descrive e non si misura, bisogna provare per capire, e ad ogni figlio che ti nasce l’amore della famiglia non si divide col nuovo venuto ma si moltiplica e aumenta sempre di più.
Amen.
Mamma Alice